La storia della pizza
Nell'antico Egitto era usanza celebrare il genetliaco del Faraone consumando una schiacciata condita da erbe aromatiche, numerose sono le testimonianze di scrittori greci riguardanti diversi tipi di "pizza", la cosiddetta "maza" in greco antico ed altrettante testimonianze le ritroviamo puntualmente nel mondo latino e nella Roma antica, dove tra le altre versioni lievitate e non di questa focaccia troviamo la "placenta" e l'"offa", preparata con acqua e orzo.
La parola “pizza” é già attestata in epoca altomedievale e nei secoli successivi si rinvengono svariate forme locali di questo termine, indicanti variazioni culinarie sul tema.
Furono I Longobardi, calati in Italia meridionale dopo la caduta dell'impero romano, a portare con sé la bufala che,una volta ambientatasi tra il Lazio e la Campania, fornirà il latte per la fabbricazione della mozzarella.
In epoca moderna, la scoperta del Nuovo Mondo recherà in Europa un elemento principe della pizza: il pomodoro. Dopo le iniziali diffidenze, il pomodoro fece il suo ingresso trionfale nella cucina italiana, e in quella napoletana in particolare. La pizza ne sarà illustre beneficiaria avvicinandosi sempre più alla forma che oggi conosciamo.
E’ tra il 700 e l’800 che la pizza si afferma sempre più come uno dei piatti della cucina napoletana. Nel 700 la pizza viene confezionata in forni a legna per essere poi venduta per le strade e i vicoli della città. Presto si diffuse l'abitudine di gustare la pizza non solo per strada o in casa, ma anche presso i forni dove esse venivano realizzate. Nasce così la Pizzeria con tutte le caratteristiche "fisiche" ed "ambientali" della pizzeria quale noi la conosciamo: il forno a legna, il bancone di marmo dove viene confezionata la pizza, lo scaffale dove sono in bella mostra gli ingredienti per farcire la pizza, i tavoli dove gli acquirenti la consumano, l'esposizione esterna di pizze vendute ai passanti, tutti elementi che si ritrovano ancora oggi nelle pizzerie Campane.
Un tributo speciale è stato da sempre assegnato alla pizza da numerosi artisti e scrittori che, soprattutto in epoca moderna, hanno celebrato il famigerato alimento nelle loro opere: D’Annunzio, Salvatore Di Giacomo, Alessandro Dumas, De Bourcard.
Il 1889 è un anno molto significativo nella storia della Pizza perché si verificò un episodio famosissimo, al quale si deve la nascita della Pizza Margherita.
In occasione della visita a Napoli dei sovrani re Umberto I e della Regina Margherita si racconta che il miglior pizzaiolo dell’epoca Raffaele Esposito realizzò per i sovrani d’Italia tre pizze:
• Pizza alla Mastunicola (con strutto, formaggio e basilico)
• Pizza alla Marinara (con pomodoro, aglio, olio e origano)
• Pizza Pomodoro e Mozzarella (con pomodoro, olio, mozzarella, basilico).
La Regina Margherita apprezzò a tal punto la terza tipologia di pizza da indurre il pizzaiolo napoletano a conferire alla sua specialità culinaria il nome della regina.
Fu così che nacque la Pizza Margherita.
La Pizza Margherita resta fino al 900 un fenomeno tipicamente Napoletano, ma con il fenomeno migratorio, inauguratosi con la fine del secondo conflitto Mondiale, la deliziosa invenzione napoletana superò tutti i confini e divenne conosciuta in tutto il mondo.
Un piatto semplice ed amatissimo in tutto il mondo da grandi e piccini, che rende omaggio alla creatività ed alla fantasia della terra Partenopea e che continua ogni giorno a deliziare ogni palato.


